Dall'Hackathon a Ca' Sugana: come il progetto "Plutone" vuole riaccendere le vetrine di TrevisO

Prendi tre studenti universitari, un’email arrivata quasi per caso nella casella di posta dell'università e un sabato di maggio passato a scervellarsi dentro un coworking. Poteva essere la classica iniziativa accademica "fine a sé stessa", di quelle dove ti dicono "bravissimo" e poi finisce tutto lì. Invece per Corrado Cultrera, Davide Palù e Giorgia Del Fabbro, tre studenti di Ca’ Foscari, le cose sono sfuggite di mano, in senso positivo.

Partecipando all'Hackathon RIVIVO TREVISO dello scorso 16 maggio presso i nostri spazi di Ground Control Coworking, i tre hanno dato vita a Plutone, un progetto di riqualificazione urbana così concreto da aver attirato subito l'attenzione del Comune e del Sindaco Mario Conte.

Un gruppo nato a caso e un nome “spaziale"

Corrado, Davide e Giorgia fino alla mattina dell'evento non si erano mai visti. Il team è nato in modo totalmente casuale, con il classico metodo dei numeri assegnati all'ingresso. Chiusi dentro una delle stanze del coworking per trovare una soluzione al declino commerciale del centro storico, hanno iniziato a buttare giù idee.

Il nome, Plutone, deriva proprio dal luogo in cui è nata l’idea. All'inizio c'era diatriba: i ragazzi stavano cercando una formula molto locale o dialettale, scervellandosi su parole in veneto o giochi di parole. Alla fine ha vinto la via più logica e simbolica: battezzare il progetto con il nome della stanza del nostro coworking che li stava ospitando, la Sala Plutone. Un nome che oggi suona quasi profetico.

L'idea: un marketplace flessibile per riaccendere il centro

Ma cosa fa esattamente Plutone? I ragazzi lo definiscono come "la piattaforma intelligente che trasforma i locali sfitti in spazi vivi”. In parole povere: un vero e proprio portale di prenotazione immediata per affitti commerciali a breve termine. Il funzionamento è super intuitivo: entri sul sito, guardi la mappa del centro storico di Treviso, scegli lo spazio ideale filtrandolo in base a quello che devi fare (un pop-up shop, una mostra, un workshop), selezioni i giorni sul calendario e prenoti al volo con prezzi chiari e trasparenti.

I dati che hanno analizzato durante l'hackathon parlano chiaro: a Treviso ci sono decine di negozi vuoti (ben 67 annunci solo nel centro storico), schiacciati da canoni d'affitto elevati (spesso tra i 1.500 e i 2.000 euro al mese) e dall'esplosione dell'e-commerce. Oggi per un piccolo artigiano, una PMI o un brand nativo digitale, aprire un negozio fisico a Treviso con un contratto tradizionale pluriennale è un suicidio economico. Al tempo stesso, il commercio tradizionale ha ancora un valore enorme perché alla gente piace uscire, scoprire novità e vivere l'esperienza dell'acquisto fisico.

Plutone risolve questo cortocircuito connettendo i proprietari delle mura con chi ha bisogno di uno spazio solo per un breve periodo (una settimana, un mese o giusto il tempo di un evento o di un workshop). La marcia in più? La gestione è "chiavi in mano". Plutone toglie ogni tipo di fastidio burocratico o organizzativo ai proprietari, gestisce lo spazio dall'allestimento alle pulizie, incassa una commissione e restituisce valore (e soldi) a un locale che altrimenti sarebbe rimasto a prendere polvere con il cartello "affittasi" sulla vetrina.

Il salto dalle slide all'ufficio del Sindaco

Sviluppare tutto questo in pochissime ore non è stato facile. Tra l'analisi dei competitor (scoperti quasi per caso mentre rifinivano le slide) e il supporto fondamentale dei mentor dell'evento, i ragazzi sono riusciti a presentare un pitch micidiale.

Di solito questi progetti rimangono sulla carta, ma la presenza delle istituzioni all'evento ha cambiato le carte in tavola. Il team di Plutone si è ritrovato poco dopo a Ca' Sugana, direttamente nell'ufficio del Sindaco e dell'Assessore alla Città Produttiva, per presentare il progetto.

Il feedback? Entusiasmo totale, ma anche una piccola dose di pressione. Il Comune però si è detto super disponibile e si è proposto di dare una mano a intercettare e contattare i potenziali proprietari dei locali. Una spinta non da poco, anche perché i ragazzi sanno bene che lo scoglio più grande è proprio quello: riuscire a parlare con i proprietari e convincerli che un affitto a breve termine conviene a loro e riaccende la città.

La sfida è appena iniziata

Oggi il cerchio si chiude in modo perfetto. I tre ragazzi si ritrovano a continuare lo sviluppo della startup all'interno di Ground Control, lavorando proprio dentro quella Sala Plutone che ha dato il nome alla loro idea.

Se all'inizio l'hackathon era solo un modo per mettersi in gioco, fare esperienza e arricchire il curriculum nel tempo libero, oggi la percezione è completamente cambiata. C'è la consapevolezza di avere tra le mani qualcosa di potenzialmente grande. Come dicono loro stessi con molta onestà e un pizzico di sana scaramanzia: "Per ora lo stiamo facendo gratis e ci stiamo divertendo un sacco, ma se domani arriva l'investimento giusto, siamo pronti a giocarci il tutto per tutto e farlo diventare il nostro lavoro a tempo pieno. Certo, tra dire il fare c'è di mezzo non il mare ma l'universo, noi però ci crediamo".



Autore: Lorenzo Angeletti



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