COME NASCE UNA START-UP
Cos’è una start-up
Una start-up è una nuova impresa creata per sviluppare un’idea innovativa, spesso basata su tecnologia o nuovi modelli di business.
Per essere definita start-up un’impresa deve soddisfare alcuni requisiti oggettivi, ovvero:
Scalabilità del mercato, ossia deve operare in un mercato in cui abbia possibilità di crescita.
Replicabilità del modello di business, cioè i suoi processi devono essere ripetibili.
Innovazione potenziale di prodotto o di processo.
Temporaneità, deve essere nata da meno di 5 anni.
Tipi di start-up
Esistono diverse tipologie di start-up ed in particolare Steve Blanck ne ha individuate 5:
Small-business Start-up: le attività sono direttamente gestite dall’imprenditore che ha trasformato la sua passione in un lavoro. Di solito non sono scalabili.
Buyable Start-up: ossia start-up acquistabili, di solito il progetto è legato al settore tecnologico e deve essere appetibile per gli investitori.
Scalable Start-up: il modello di business creato è destinato a crescere nel tempo ma, per farlo, deve reperire ingenti quantità di capitale.
Large Company Start-up: di solito si diramano da società madri più grandi per far si che quest’ultime continuino a rimanere sul mercato introducendo degli approcci più innovativi.
Social Start-up: perseguono obiettivi distinti dagli interessi economici e di solito sono legate ad organizzazioni no-profit e di beneficenza.
In Italia nel 2012 sono state introdotte le Start-up innovative (Decreto legge 179/2012), cioè società di capitali giovani (meno di 5 anni), aventi sede in Italia (o in altro Paese Ue, ma con una sede produttiva o una filiale in Italia), che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Inoltre, devono avere un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, non devono essere quotate in un mercato regolamentato, non devono distribuire utili e non sono il risultato di una fusione, scissione o cessione di ramo d'azienda.
Deve essere rispettato anche almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi:
1. Sostenere spese in Ricerca e Sviluppo (almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione).
2. Impiegare personale altamente qualificato (almeno un terzo dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori o almeno due terzi con laurea magistrale).
3. È titolare, depositario o licenziatario di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.
Come costruire una start-up
Tutto inizia da un’idea, che non deve essere perfetta, ma deve essere concreta, cioè deve risolvere un problema reale. Quest’idea deve essere validata ossia è necessario capire se c’è un mercato per quello che si vuole costruire. Per fare ciò è necessario parlare con i potenziali utenti e fare domande.
Poi si passa alla creazione del modello di business. È necessario rispondere alle domande Cosa si offre al mercato? Chi sono i potenziali clienti? Come si raggiungono? Quanto si può guadagnare da ognuno? In questa fase strumenti come il Business Model Canvas sono utili strumenti di brainstorming che permettono di passare da un’idea confusa ad un modello più organizzato.
Il passo successivo è creare il Minimum Viable Product (MVP), ossia una versione base del prodotto o servizio che si vuole offrire al mercato. Non deve essere perfetto, ma deve avere le caratteristiche e le funzionalità fondamentali che lo contraddistinguano dalla concorrenza. Di solito viene lanciato in segmenti di mercato o aree geografiche delimitate e ha lo scopo di raccogliere feedback veri dal mercato. È necessario raccontare nel modo giusto quello che si sta creando al pubblico giusto. In questa fase, inoltre, si nota anche l’adattabilità e flessibilità tipiche delle start-up: se i feedback sono positivi il progetto continua, se sono negativi il progetto deve essere aggiustato o addirittura ripensato.
Oltre ai requisiti tecnici e legali, ce ne sono altri che sono essenziali, ma potrebbero essere sottovalutati: determinazione, capacità di gestire l’incertezza, imparare in fretta, capacità di adattamento e soprattutto un’ampia rete di relazioni che permetta al progetto di crescere.
Cosa c’entrano i coworking con le start-up?
Forse non molti sanno che alcuni dei business che oggi consideriamo grandi corporate internazionali sono nati e cresciuti all’interno di spazi di coworking. Alcuni tra questi sono:
Instagram: i fondatori Kevin Systrom e Mike Krieger hanno sviluppato il predecessore di Instagram, chiamato Burbn, all’interno del coworking Dogpatch Labs di San Francisco.
Uber: app mobile che offre un servizio di trasporto automobilistico privato, è nata nel coworking RocketSpace a San Francisco.
Charity Water: grande organizzazione no profit, è nata nel 2006 all’interno della sede newyorkese del coworking WeWork.
Ne deriva che uno dei luoghi ideali per creare una start-up è sicuramente il coworking. I vantaggi che si possono ottenere, infatti, vanno oltre alla semplice riduzione dei costi di gestione di un ufficio privato.
Nei coworking, come Ground Control, è possibile usufruire di uno spazio oppure addirittura di un ufficio attrezzato a costi inferiori, accessibile 24/7 offrendo, così, grande flessibilità. Ma, oltre a ciò, i coworking permettono di lavorare in un ambiente stimolante che può aumentare la produttività dei novelli imprenditori e incentivare la creazione di collaborazioni tra i professionisti che lo popolano. Infatti, Ground Control riesce a creare una rete di contatto con tutte le figure professionali necessarie per il supporto nella creazione di una start-up: dalla creazione del business model alla creazione dell’immagine aziendale.
Autore: Andrea Gasparetto
Fonti: Confcommercio, H-Farm College, VenetoUp, YoRoom